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Pietro da
Salerno (+ 1105), monaco, diplomatico, vescovo, crociato,
perseguitato, taumaturgo e santo, ci è noto soprattutto per la Vita
accolta dal Lectionarium anagninum pervenutoci nel Cod. chigiano C.
Vili. 235 (ff. 195v-206v), manoscritto conservato nella Biblioteca
Apostolica Vaticana.
Il testo agiografico, inserito in un ambito liturgico e
stabilizzatosi nel XIV secolo con questa precisa finalità, risulta
dalla cucitura letteraria di varie fonti, di cui la piú antica e
autorevole è comunemente ritenuta la perduta peroratio, che ne fece
Bruno di Segni, all’epoca monaco o forse già abate cassinese, in
vista del processo di canonizzazione culminato il 4 giugno 1109 (o
1110?) con la Dominum excelsum di papa Pasquale II, che concedeva
alle diocesi campane l’autorizzazione solenne per il culto pubblico
dell’asceta salernitano, entrato nei circuiti della Curia romana
grazie alla stima del cardinale Ildebrando (futuro papa Gregorio VII)
e finito sulla cattedra di Anagni (1062), all’epoca di papa
Alessandro II.
Benedettino, riformatore, legato al grande progetto lanciato
dall’abate Desiderio (futuro papa Vittore III), presenziò allo
straordinario raduno di Montecassino, donde nel 1071 s’inaugurava la
nuova Abbazia, simbolo di una Chiesa che anelava con forza
l’affrancamento dai lacci della mondanizzazione feudale e postulava
platealmente il rinnovamento morale degli uomini attraverso la
riedificazione materiale delle strutture. Del resto, la
ricostruzione della cattedrale anagnina, il rinvenimento delle
reliquie e la sponsorizzazione del movimento devozionale nei
confronti di S. Magno, attribuiti dalla tradizione a Pietro da
Salerno, s’inseriscono pienamente nell’impegno cassinese mirante a
consolidare, tra l’XI e il XII secolo, l’aggiornata fisionomia
medievale dei centri urbani attraverso la promozione dei celesti
patroni locali, modelli di santità da emulare e potenti intercessori
da evocare.
Nel IX Centenario del suo beato transito (1105-2005) la Diocesi, di
cui egli fu glorioso titolare, ha voluto celebrarne la figura,
patrocinando il presente volume curato da Lorenzo Cappelletti,
direttore dell’Istituto Teologico Leoniano di Anagni (aggregato alla
Pontificia Facoltà Teologica Teresianum), e da Angelo Molle,
assistente di Storia della Chiesa presso il medesimo ente
accademico.
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